C come al SETTEMBRE PEDAGOGICO 2026 – 18-19 settembre 2026 – CHIERI (TO)

18 -19 SETTEMBRE 2026 SETTEMBRE PEDAGOGICO 2026
Nel ritmo del tempo: educare tra velocità e lentezza
Ti aspettiamo presso Villa Brea, Strada Pecetto 14, Chieri (TO).
La partecipazione è gratuita per i soci dell’associazione. Prevede un contributo volontario per sostenere i progetti culturali dell’associazione (donazione minima di 10 euro) da versare all’associazione culturale C come.
Iscrizione obbligatoria tramite il form che segue:
Per maggiori info scrivi a info@c-come.it
Programma
Rallentare per pensare, pensare per partecipare, partecipare e prendersi cura del “mondo”
Educare a pensare è il filo rosso che attraversa i progetti dell’associazione culturale C come, che mette al centro delle sue attività la persona nella sua unicità e si dedica alla promozione di un pensiero libero, consapevole e trasformativo. Dare valore al tempo è parte essenziale di questo impegno. Nella società contemporanea domina la logica dell’immediatezza. Il tempo non è neutro. È una costruzione sociale che cambia insieme ai valori e alle priorità di una comunità.
Oggi, tra le finalità più apprezzate, prevale la massimizzazione del rendimento immediato, e questo incide anche sui contesti educativi. In questo senso, il tempo è la cornice della nostra vita ed è la sostanza dell’educare.
Il convegno intende offrire uno spazio di riflessione sul tempo dell’educare: un tempo che oggi, nei contesti scolastici, è sempre più compresso tra richieste di performance e anticipazione degli apprendimenti. Un invito a rallentare lo sguardo per ritrovare profondità, senso e qualità nelle pratiche educative, proponendo la lentezza come postura pedagogica deliberata e controcorrente.
In questa cornice ci si propone di rileggere criticamente la dimensione del tempo, per restituire centralità all’educare a pensare. Diventa prioritario sviluppare capacità critiche che aiutino a uscire dalle logiche omologanti e a generare forme autentiche e responsabili di partecipazione. Ciò significa interrogarsi nel quotidiano e riconoscere il valore del prendersi cura, come responsabilità educativa condivisa.
Attraverso l’intreccio di esperienze diverse emerge la necessità di abitare pratiche plurali, capaci di sostenere una postura osservativa “lenta”. Uno sguardo che non si limita a vedere meglio, ma apre alla possibilità di pensare in modo più critico e di attivare processi trasformativi.
Il convegno si rivolge a tutte le persone che, a diverso titolo, operano in ambito educativo, formativo e culturale.
Venerdì 18 settembre ore 14.00-15.30
Plenaria di apertura
Il tempo dell’educare tra individualismo e comunità
Introduce
Anna Maria Venera, presidente associazione C come
Intervengono
Sergio Tramma, già docente di Pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Milano Bicocca
Alessia Rosa, prima ricercatrice INDIRE
È ancora possibile oggi costruire spazi educativi autenticamente comunitari in una società sempre più individualista?
La plenaria propone una riflessione sul legame tra educazione e contesto sociale, interrogando le trasformazioni culturali e le dinamiche collettive che stanno ridefinendo il rapporto tra individuo e comunità. In questo quadro, si invita a ripensare il ruolo della scuola e dei servizi educativi, non solo come luoghi di trasmissione di saperi, ma come spazi in cui si costruiscono legami, senso e partecipazione.
Quale idea di società orienta oggi l’agire educativo? E quali condizioni rendono possibile un’educazione capace di formare soggetti critici e responsabili?
L’intervento sollecita una lettura del tempo dell’educare come tempo profondamente intrecciato alle dinamiche sociali, aprendo piste di riflessione per abitare in modo più consapevole e condiviso i contesti dell’educazione.
Rallentare per pensare
Laboratori esperienziali per un pensiero creativo, critico e civico
Laboratori esperienziali ore 16.00 – 17.30
A. Lo scorrere del tempo tra le righe delle poesie: parole da toccare, giocare e abitare
Antonella Gastone, insegnante e formatrice
Scoprire il ritmo, il corpo e il colore della poesia, che può trasformarsi in una scultura di carta, in un disegno segreto, in un codice misterioso da decifrare. Un invito a esplorare i molteplici significati delle parole per misurare, espandere o sospendere il tempo. Un’occasione per educarsi alla lentezza e sperimentare come la scelta del termine giusto possa dare ritmo e profondità ai nostri pensieri: una manipolazione che arricchisce e non giudica. Il laboratorio propone la poesia come una materia “pratica”, un gioco di costruzioni in cui le parole si trasformano in forme concrete.
B. Il tempo tra le pieghe. L’origami come racconto cooperativo
Maria Giambrone, insegnante e formatrice
L’origami diventa un pretesto per sperimentare come il tempo del “fare”, con i tentativi, gli errori e la precisione, possa essere riletto in chiave narrativa, trasformando il fallimento in un colpo di scena e la precisione in cura del dettaglio.
Il laboratorio offre un’occasione concreta per seguire i ritmi diversi della classe, scoprendo una dimensione cooperativa della matematica in cui l’evoluzione della figura rispetta i tempi di apprendimento di ciascuno.
C. Il tempo della bellezza: natura e arte
Anna Maria Venera, pedagogista
Rallentare per contrastare la frammentazione delle biografie personali e sostenere la qualità delle relazioni educative.
La contemplazione della bellezza come modalità di incontro con il mondo che bambine e bambini già praticano e che gli adulti sono chiamati a tutelare e rigenerare.
Un laboratorio all’aperto per riscoprire come i luoghi possono fare la differenza. Natura e arte, un binomio capace di generare consapevolezza e responsabilità condivisa.
Sabato 19 settembre ore 9.00-10.30
Laboratori A – B – C (in parallelo)
Ore 11.00 – 12.30 Laboratori A – B – C
I laboratori A, B e C si svolgeranno in parallelo e saranno replicati più volte nel corso del convegno (venerdì pomeriggio e sabato mattina). Questa organizzazione permetterà a ogni partecipante di sperimentare tutti i laboratori.
Sabato 19 settembre ore 12.30
Plenaria di chiusura
C come condivisione… un dialogo a più voci
C come connessioni… progettualità e prospettive future


